It comes at night - Trey Edward Shults

It comes at night shults



"Per antagonismo intendo qui la insocievole socievolezza degli uomini, vale a dire la loro tendenza ad unirsi in società, che tuttavia è congiunta ad una continua resistenza, la quale minaccia continuamente di sciogliere tale società."
(I. Kant)


Cosa si nasconde nella profondità dell'essere umano: benevolenza, socievolezza o al contrario ostilità, diffidenza e paura. Trey Edward Shults, regista di 32 anni stampa già un'opera molto matura, declinando in maniera originale e coraggiosa secoli di riflessione filosofica sulla natura umana. E' un film sui presentimenti e sulle presupposizioni, scandito dalle pause e dalle attese, sin dall'inizio. La prima immagine che dobbiamo subire, infatti, è quella di un uomo agonizzante, martoriato dal respiro affannoso, poi voci fuori campo che cercano di alleviare questa pesante afflizione, "andrà tutto bene", (dove l'ho già sentita questa?!). La natura dell'uomo è benevola?.
Piano piano la camera che si allarga traccia il primo solco tra le figure, i parenti del vecchio, sua figlia, suo nipote e il genero sono muniti di maschera e guanti. Paul, il capofamiglia, si carica sulle spalle l'uomo, lo porta all'aperto, lo ripone in una buca spara una pallottola al vecchio e da fuoco al suo cadavere. La natura dell'uomo è malevola?. 
In realtà sappiamo ben poco e poco ancora sapremo sull'oggettivo pericolo che incombe sulle vite di questi uomini tornati allo stato di natura hobbesiano, solo che aleggia su di loro un virus di cui ignorano eziologia e modalità di diffusione (sì anche questa l'ho già sentita!). Quello che cerca di fare il regista è forse indagare attraverso la radicalità delle loro paure e delle loro paranoie profonde, le nostre e quelle che si nascondono al fondo del nostro mondo civilizzato.
Cosa è disposto a fare un uomo o una donna quando non conosce le reali intenzioni dell'individuo che ha di fronte? Possiamo veramente essere trasparenti e fidarci fino in fondo di un uomo che viene in pace? Presto, infatti il nucleo familiare fa esperienza di un altro nucleo speculare: un uomo, una donna e un bambino. 
La convivenza, sembra procedere secondo i canoni dell'utile collettivo. Insieme è possibile fare più cose, mettere insieme le proprie risorse e le proprie capacità e prosperare, ma la natura dell'uomo è costituita da insocievole socievolezza, come scriveva Kant, forse è questa la grande malattia che arriva di notte. I due giovani hanno incubi notturni e presto ciò basta a scatenare i sospetti e la diffidenza, ad alzare le armi attaccando l'altro prima che sia l'altro ad attaccare i propri affetti. 
It comes at night 2
Quando la lenta serpe del sospetto si insinua nei sogni, anche le paranoie irreali hanno effetti reali, chiari e distinti sui corpi degli uomini. Qui forse scopriamo apertamente che non c'è nessuna natura dell'uomo, ma tutto è linguaggio, ambiente, contesto e interazione, cioè in una parola "cultura". Il sospetto decima e mutila l'unità sociale, l'uomo è un lupo per l'uomo e non c'è violenza che non sia giustificabile se è perpetrata per difendere i propri cari. Ma il male non si ferma aldilà della famiglia, entra dalla porta sul retro e la malattia attacca per ultimo il ragazzo. "Andrà tutto bene" sentiamo ancora ripetere ad un altro individuo agonizzante. Per vedere infine, la coppia sola seduta al tavolo. E' quella dannata sottrazione finale operata da Shults a colpirci più di tutto, manca il ragazzo in quel quadro. E un'ultima domanda ti assale: si è avuta la forza anche stavolta di attuare l'atroce quanto consueta procedura?

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